Progetto La Tela diocesi di Ascoli Piceno

L’idea di realizzare un CENTRO DI DOCUMENTAZIONE presso la Caritas Diocesana di Ascoli piceno nasce dalla riflessione che un gruppo di operatori Caritas ha condotto nell’arco temporale di un anno,il 2005 appena concluso, circa la possibilità di migliorare la capacità operativa della Caritas sul territorio di competenza;questo nella consapevolezza che fosse doveroso,da parte di un organismo pastorale che esercita concretamente una opzione preferenziale per i poveri,organizzarsi per esprimere al meglio la propria capacità di coordinare,sostenere e vivificare tutti gli strumenti concreti di cui può disporre al servizio degli ultimi.

In ossequio al sano principio di responsabilità di cui gli operatori Caritas si sentono investiti,la riflessione si è sviluppata cercando di rispettare il metodo e lo stile Caritas procedendo cioè in una lettura appassionata della realtà e dei fenomeni nella loro complessità per coglierne le cause,i percorsi e gli effetti sulla comunità specialmente nel segmento più delicato di questa e cioè presso i poveri e i disagiati.Di grande aiuto è stata l’esperienza dei Centri di ascolto ,ma anche l’apporto di numerosi incontri con responsabili delle Istituzioni,associazioni ed operatori del volontariato.
A questa attività di ascolto e di osservazione si è aggiunto un esame attento di documenti ufficiali e di studi commissionati da Enti e Istituzioni come il Comune di Ascoli P. e gli Ambiti Territoriali Sociali N° XXII e XXIII di cui si dà evidenza nel corso della presentazione del profilo della comunità.

La domanda, a cui sin dall’inizio si è tentato di dare una risposta plausibile ,riguarda il perché della diffusione così forte ed inquietante nella comunità di un atteggiamento di insofferenza e persino di rifiuto del diverso,del povero e del disadattato.
E’ apparsa evidente nella comunità,una situazione crescente di disagio per effetto di una serie di problemi di tipo socio-economico quali l’invecchiamento della popolazione,un forte incremento dell’immigrazione extracomunitaria anche clandestina soprattutto negli ultimi 2-3 anni,evidenza di sentimenti di insicurezza legati a episodi di delinquenza comune e alla presenza del Super carcere a Marino del Tronto nel cuore della Diocesi;crisi della famiglia e appesantimento del disagio minorile e femminile con relativo aumento della devianza..
Fenomeni che sono certamente comuni,purtroppo,a molte realtà sociali nel nostro Paese,ma nella nostra realtà diocesana (l’estremo sud delle Marche) essi vanno ad inserirsi in una situazione economica e sociale strutturalmente difficile, preoccupante nell’attuale congiuntura.

E’ comprensibile che che una comunità a prevalenza di famiglie anziane e di persone anziane sia poco dinamica,poco aperta al cambiamento,anzi tendenzialmente chiusa in sé,magari forte al suo interno grazie alla consistenza di legami primari,quanto debole nei suoi rapporti esterni soprattutto con il nuovo,con il problematico e con ciò che si fa difficoltà a comprendere.
E’ apparso tuttavia con molta evidenza come l’informazione da parte dei media sia veicolata soprattutto attraverso la comunicazione di opinioni a scapito dei fatti, e tali opinioni inducono spesso ad una interpretazione distorta se non addirittura tendenziosa della realtà facilitando così il radicamento di atteggiamenti di rifiuto del diverso,del disagiato,dell’immigrato e del povero in generale con conseguente grave danno per l’affermazione di un modello cristianamente ispirato di comunità che trova il suo fondamento sul principio dell’accoglienza e della testimonianza della Carità.
Questo fatto non è emerso soltanto dalla osservazione diretta del gruppo di lavoro,ma anche dalla ricerca che il prof. Massimo Paci docente di Sociologia del lavoro presso la facoltà di Sociologia dell'Università “La Sapienza” di Roma ha condotto per conto del Comune di Ascoli P.(cfr. Famiglie e bisogni sociali ad Ascoli P.); analoghe osservazioni si rintracciano nelle ricerche per la realizzazione del “Piano sociale 2005-07” a cura degli Ambiti territoriali sociali N°XXII e XXIII che coincidono come territorio con quello della nostra Diocesi.

La presa di coscienza di questa situazione ha fatto maturare nel gruppo Caritas la necessità di rafforzare l’offerta alla Comunità di un modello di società cristianamente ispirato assieme con una lettura corretta dei fenomeni sociali e della loro corretta comunicazione.

Questa è la motivazione di fondo su cui poggiava l’idea progettuale della Caritas Diocesana di Ascoli e su cui è stato strutturato il Progetto “LA TELA” che è la metafora di quella paziente opera di costruzione di rapporti ,di opere e di relazioni che dovranno realizzare un ambiente più vivibile e accogliente per gli ultimi della nostra comunità.

Il progetto “La Tela” vuole rafforzare e migliorare la “rete” presente sul territorio tra parrocchie e tra le varie realtà civili e sociali ed è propedeutico ed integrativo di uno sviluppo futuro anche per la nostra diocesi del progetto “Rete Regionale” e “Rete Diocesana”. Progetto verso il quale la nostra diocesi ha iniziato ad aderire a partire dall’ottobre 2005.

OBIETTIVO GENERALE
Rafforzare nella Diocesi il sentimento di accoglienza del diverso, del povero, dell'immigrato, dell'ex carcerato, delle donne e dei minori in stato di disagio, aiutando così l'azione missionaria della parrocchia ed attraverso un centro di Documentazione che possa essere il polo per la conoscenza dei nuovi fenomeni di marginalità e promotore di percorsi di animazione e formazione comunitaria sulla pastorale della carità.

OBIETTIVI SPECIFICI
1- Inserimento della dimensione caritativa nella Pastorale organica della Chiesa
locale;
2- miglioramento della conoscenza delle povertà e delle risorse locali da parte della Caritas diocesana e di tutta la comunità;
3-sostegno all'immagine e alle attività della Caritas diacesana al fine di favorire l'adesione di volontari e rafforzare l'attività di animazione alla testimonianza della Carità nella comunità.

ATTIVITA'

- redazione di sussidi per l'attività liturgica nelle parrocchie affinchè le celebrazioni domenicali e quelle dei “tempi forti” in preparazione al Natale (Avvento) e alla Pasqua (Quaresima), con una forte concentrazione non solo penitenziale, ma eminentemente caritativa in modo che coinvolga tutto il popolo di Dio che partecipa alle celebrazioni. (attività inserita dall’Ufficio Liturgico Diocesano).
- redazione di sussidi per aiutare la riflessione sulla dimensione caritativa da parte dei movimenti ed associazioni del mondo ecclesiale (attività inserita dall’Ufficio Liturgico Diocesano).
- realizzazione di un convegno sulla Pastorale della Carità.
- Realizzazione di un Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse
- Promozione di Centri di Ascolto presso le Parrocchie
- Creazione del sito Internet della Caritas Diocesana
- Istituzione della “Giornata della Solidarietà” in alcuni Comuni della Diocesi

TEMPISTICA
Durata del progetto: 8 mesi

Promozione umana
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

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