| La Caritas Diocesana intende con il presente progetto avviare un centro di seconda accoglienza per persone in difficoltà nella città di Ancona. Presso la struttura verrà trasferito l’attuale Centro di Ascolto Caritas e opererà una scuola d’italiano per stranieri. Il complesso prenderà il nome di “Centro Giovanni Paolo II”. Tale centro verrà gestito dall’Ass. SS. Annunziata ed andrà ad affiancarsi e a lavorare in stretto raccordo con gli altri enti che lavorano nel campo dell’emarginazione grave presenti in diocesi ed in particolare ad Ancona. Per rafforzare e potenziare il lavoro di rete, il Centro si avvarrà in particolare dell’apporto fornito (tramite un altro progetto, per cui vd. sopra, punto n. 40) da due operatrici sociali che saranno presenti a rotazione alla Tenda di Abramo di Falconara Marittima, al Centro stesso e alla Mensa del Povero di Ancona proprio per raccordare e collegare gli interventi rivolti alla medesima persona attivati dai tre enti. Alla seconda accoglienza accederanno persone inviate dal Centro di Ascolto Caritas, che vaglierà anche le richieste di accoglienza che potranno provenire: - dalla struttura di prima accoglienza (anch’essa di prossima attivazione, ubicata in altra dislocazione) che verrà gestita dal Comune di Ancona in collaborazione con la Caritas, - dai servizi sociali comunali, - dalla Mensa del Povero di Ancona, - dalla casa di accoglienza per lavoratori immigrati “Vincenzo De’ Paoli” di Ancona, gestita dai Gruppi di Volontariato Vincenziano di Ancona, - dalla casa di accoglienza per detenuti in misura alternativa o permesso premio gestita dal Comune di Ancona, - dagli altri centri di ascolto Caritas presenti in diocesi, - dalle parrocchie del territorio diocesano, - dalle comunità terapeutiche per tossicodipendenti, in caso di persone a fine percorso che abbiano bisogno di un primo periodo di accompagnamento nel percorso di autonomia dalla comunità, - da altri centri di accoglienza del territorio diocesano, come la Casa S. Palazia per immigrati e richiedenti asilo di Osimo. Le potenzialità di sviluppo del progetto sono forti ed essenzialmente legate: 1) alla mancanza, fino ad oggi, di una struttura di seconda accoglienza per uomini slegata dall’appartenenza ad una specifica categoria (detenuti, immigrati, rifugiati, malati o familiari di malati, …) ed in particolare aperta a persone senza fissa dimora, 2) alla contemporanea attivazione ad Ancona del centro di prima accoglienza per senza fissa dimora “Un tetto per tutti”, che il Comune gestirà con l’apporto dei volontari Caritas (e della quale esiste in tutta la diocesi solo un analogo, “La Tenda di Abramo” di Falconara M.ma), che fungerà da risposta emergenziale a partire dalla quale strutturare percorsi di accompagnamento che richiederanno anche la seconda accoglienza 3) alla rete esistente tra la Caritas-SS. Annunziata e gli altri enti che si occupano di emarginazione grave, che da tempo avvertivano l’urgenza di una struttura del genere per poter offrire una presa in carico condivisa, oltre l’emergenza della prima risposta. Gli eventuali fattori di ostacolo potrebbero ricondursi al carattere dell’intervento che si vuole implementare, sicuramente sperimentale (come centro di seconda accoglienza) per il territorio e quindi tutto da verificare nella pratica quanto a gestione, organizzazione, coordinamento tra volontari e operatori, modalità e regole di accesso, adeguatezza dell’impostazione scelta rispetto alle esigenze e alle problematiche dei destinatari, gestione e coordinamento degli invii da parte degli enti facenti parte della rete.
Nella città di Ancona e, più in generale, nel territorio diocesano, sono presenti persone senza fissa dimora e con problemi di emarginazione grave spesso riconducibile ad una molteplicità di fattori. Nel caso specifico dei Senza Fissa Dimora, le “carriere di povertà” comprendono spesso una serie di eventi di rottura (separazione, perdita della condizione di “regolare”, perdita del lavoro…) a partire dai quali si sono innescati meccanismi di impoverimento, emarginazione ed isolamento della persona dalle reti sociali, dal mondo del lavoro e dai servizi. La composizione e la tipologia di coloro che chiedono aiuto ai vari centri per persone senza dimora o in grave stato di emarginazione presenti in diocesi è molto variegata: aumentano gli uomini separati o divorziati accanto alle donne sole con bambini; tali situazioni si aggiungono o si sovrappongono al disagio psichico e psichiatrico, alla dipendenza da sostanze, a trascorsi penitenziari riguardanti l’utente o un suo familiare, alla mancanza del permesso di soggiorno, a malattie, alla disoccupazione, al fatto di far parte di famiglie monoparentali o monoreddito… Le problematiche che si osservano sono spesso tra loro concatenate e comunque legate alla solitudine e ad una condizione di isolamento socio-familiare. L’estrema povertà economica si somma alla mancanza di legami sociali significativi e, a volte, anche di risorse psicologiche e progettuali proprie; in assenza di reti di sostegno socio-familiare le situazioni di disagio abitativo, lavorativo e sociale rischiano indubbiamente di cronicizzarsi. A partire da questo quadro di riferimento, il presente progetto intende intervenire in particolare: - sulle problematiche abitative di uomini senza fissa dimora o senza alloggio a causa di situazioni di emarginazione e disagio di vario tipo, - sulla mancanza di reti di sostegno socio-familiare che determina per molte persone il debordare di situazioni di disagio altrimenti affrontabili e circoscrivibili, - sulla difficoltà di accesso ai servizi causata dall’ignoranza dei diritti, delle leggi e, per gli immigrati, della lingua italiana.
La rilevazione dei problemi e l’analisi dei bisogni sono (state) condotte - a partire dall’ascolto delle persone in difficoltà - dal centro di ascolto Caritas diocesano (Centro di Solidarietà) presente ad Ancona (che verrà trasferito all’interno del Centro Giovanni Paolo II), dalla Mensa del Povero di Padre Guido di Ancona, dalla Tenda di Abramo di Falconara Marittima, dal centro di ascolto Caritas diocesano di Osimo, da quello di Castelfidardo e da quello di Camerano (che raccolgono a loro volta segnalazioni ed invii da parte dei parroci del territorio). Tutti questi enti inviano periodicamente i propri dati all’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse presente in diocesi da oltre dieci anni. Tramite L’Osservatorio Povertà e Risorse si dispone anche di dati provenienti da altri enti (Gruppi di Volontariato Vincenziani, Casa Vincenzo De’ Paoli, Centro di Ascolto Vincenziano, AVULSS) del territorio diocesano inerenti le problematiche su cui questo progetto intende intervenire. Gli enti citati sono inoltre da anni in collegamento con i servizi sociali del territorio, che segnalano a loro volta situazioni di disagio per l’elaborazione di progetti comuni. Tramite l’Osservatorio sono stati quindi rilevati alcuni dati quali-quantitativi che segnalano un aumento di coloro che versano in stato di disagio: l’unica struttura di pronta accoglienza anche per uomini presente in diocesi, La Tenda di Abramo di Falconara M.ma, nel 2000 ha accolto 401 persone ed è arrivata, con numeri crescenti di anno in anno, a 542 ospiti nel 2003; il Centro di ascolto Caritas di Ancona ha avuto nel 2004 circa 1300 utenti, di cui 800-900 nuovi; la Mensa del Povero di Ancona ha distribuito nel 2004 circa 20.000 pasti (60 pasti al giorno in media) contro i 18.000 del 2003. Quanto scaturito da tale lettura dei problemi e dei bisogni suffraga la necessità di un intervento come quello strutturato con il presente progetto, che vuole offrire ascolto, sostegno, accoglienza e un aiuto verso l’autonomia alle persone che versano in stato di emarginazione. OBIETTIVO GENERALE Migliorare la qualità della vita riducendo o superando il disagio abitativo e sociale, nonché la difficoltà di accesso ai servizi, di persone senza fissa dimora, senza alloggio e/o che si trovano in situazioni di emarginazione e disagio di vario tipo; contribuire alla creazione di reti di sostegno e alla strutturazione di progetti condivisi di presa in carico delle persone in stato di emarginazione.
OBIETTIVI SPECIFICI
Primo Superamento (o miglioramento) del disagio abitativo delle persone in difficoltà o senza fissa dimora attraverso l’offerta di una soluzione alloggiativa che vada oltre l’emergenza e permetta di strutturare percorsi di presa in carico condivisi ed adeguati alle specifiche situazioni
Secondo Sostenere l’inclusione sociale delle persone in difficoltà che si rivolgono al Centro di Ascolto mediante l’offerta di sostegno, la strutturazione di progetti personalizzati, l’accompagnamento ai servizi socio-sanitari, l’aiuto nella ricerca del lavoro e dell’alloggio, in collaborazione con gli altri servizi ed enti del territorio
Terzo Agevolare l’inserimento nel territorio, la fruizione dei servizi e l’autotutela dei diritti per le persone in difficoltà mediante l’offerta di corsi di lingua italiana, la consulenza in campo legale e l’informazione/invio ad associazioni e sindacati che offrono consulenza agli immigrati, a patronati e simili
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