| La Chiesa delle Marche che si esprime nella bella realtà delle sue Diocesi, vive in questo momento un significativo gesto di comunione e di carità con la pubblicazione del primo rapporto sulle povertà. L’errore più grave sarebbe quello di considerare tale lavoro uno dei tanti studi sulle povertà a dimostrazione di efficienza, di organizzazione e ancor peggio voler dimostrare che siamo i primi della classe. Gli obiettivi che ci siamo proposti, in questo periodo di sperimentazione e lavoro sul campo, si racchiudono in un programma triennale presentato nell’ottobre 2003. In questo primo biennio di lavoro si sono coinvolte 9 Diocesi sulle 13 della nostra regione e per il prossimo anno è in previsione l’intero coinvolgimento regionale. Certo questo percorso non è stato facile e non lo è tuttora ma grande è la volontà e l’impegno. I dati sono ancora incompleti ma il lavoro svolto si qualifica perché dietro ogni numero c’è una persona, una storia, c’è un dialogo, più dialoghi, un percorso, un progetto. La disomogeneità di alcune variabili ci indica quanto ancora è grande lo sforzo da fare e quanto un percorso di formazione per le nostre comunità sia importante ed urgente. È innegabile che sono molti gli scogli da superare e che la velocità di trasformazione del nostro territorio e della popolazione viaggia molto più rapidamente del nostro essere testimoni di carità. Il povero non è mai lo stesso e le povertà cambiano da un giorno all’altro. Gli anni ‘90 hanno visto la nostra regione subire un immigrazione massiccia; la storia dei conflitti e cambiamenti sociali avvenuti aldilà del mare Adriatico ci ha visto vicini di casa passivi ed inconsapevoli, i processi di globalizzazione sregolata ed irrispettosi sono diventati i gestori della vita delle nostre comunità e non viceversa. .....
|