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Sono in corso i lavori per la stesura e la pubblicazione ( entro dicembre ’07) del II Dossier Povertà Regionale, i nuclei tematici:
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Quadro introduttivo nazionale -Sintesi degli elementi emergenti dalla rilevazione quantitativa e qualitativa nazionale (a cura di Caritas Italiana)
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Breve quadro sintetico delle tendenze regionali rispetto al panorama socio - economico - politico in riferimento al tema della povertà
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Rilevazione quantitativa – analisi dei datirelativi agli utenti che si sono rivolti ai CdA nel periodo aprile-settembre ‘06, anche per analizzare ciò che avviene durante i mesi estivi (a cura di nucleo per il dossier e Dott. Pavolini)
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Rilevazione qualitativa – analisi delle interviste diutenti e famiglie che sono uscite da situazioni di disagio, per approfondire i percorsi di uscita dalle povertà (a cura di nucleo per il dossier e Dott. Pavolini)
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Approfondimenti relativi all’analisi incrociata delle questioni emergenti dall’analisi dei dati rilevati nei due percorsi di ricerca (quantitativo e qualitativo), con riferimento al contesto regionale (a cura di nucleo per il dossier e Dott. Pavolini)
- Riflessione pastorale (a cura di Don Antonio Napolioni e gruppo regionale promozione caritas)
Per il 2006 sono aumentate le Diocesi che hanno aderito alla proposta, operativamente, sono state 11 su 13.
Da una verifica effettuata dapprima con Caritas Italiana, in seguito con alcuni Direttori Caritas alla delegazione di giugno ’07, proseguita con i referenti diocesani degli OPR è emerso questo:
- La positività che è scaturita dal lavorare “per il dossier”. Ciò ha costretto alla collaborazione, al dialogo e al confronto tra le realtà diocesane, ma c’è ancora tanto da fare
- L’urgenza di confrontarsi periodicamente tra operatori di CdA e OpR della stessa diocesi per dare senso al lavoro dell’altro
- La qualità dei dati raccolti non è ottima. Rispetto all’anagrafica ci sono molte informazioni mancanti, più o meno gravi (istruzione, situazione abitativa, situazione occupazionale…); rispetto ai bisogni, alle richieste e agli interventi c’è scarsa attenzione nella registrazione, poca differenziazione al punto che alcuni CdA sembrano identificarsi esclusivamente nell’erogazione di beni materiali quando si sa per certo che c’è grande attenzione ad esempio per il coinvolgimento delle parrocchie, per le consulenze legali…che però non compaiono – l’analisi pur se distribuita su più mesi rispetto al 2005 rischia ancora di essere sfalsata
- L’ importanza di integrare il dato con le storie di vita. Le interviste effettuate in alcune diocesi, non in tutte per motivi di tempo, sono 10. Le famiglie o i singoli intervistati possedevano la caratteristica comune di aver incontrato un CdA Caritas nel loro “percorso di uscita” dalla povertà
- La proposta da parte del coordinatore del dossier (la sottoscritta) ai referenti diocesani degli OPR disponibili di partecipare attivamente alla stesura del dossier e alla progettazione futura
- La necessità di creare uno strumento di facile lettura. Molto probabilmente il nuovo dossier sarà più breve e più agile
- La possibilità di dedicare più spazio agli approfondimenti piuttosto che esclusivamente alla descrizione dei dati
- Una maggiore attenzione da parte della società civile allo “stile caritas” attraverso il dossier, meno attenzione da parte del “mondo caritas” e della comunità ecclesiale
- La necessità di alternare il dossier povertà con uno strumento che punti alla valorizzazione e all’animazione pastorale (che è appunto il fine del dossier)
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