| Introduzione
La storia della collaborazione tra la Caritas e l’Associazione Centro di Ascolto e di Prima Accoglienza è legata da sempre al tentativo di dare risposta ai bisogni emergenti attraverso servizi di tipo familiare che avessero la capacità di modificarsi, ristrutturarsi e re-inventarsi in relazione alle mutate esigenze e risposte offerte dal territorio. Da sempre inoltre abbiamo accompagnato la realizzazione e la gestione dei servizi con un’azione di sensibilizzazione e formazione, convinti che i luoghi di accoglienza fossero luoghi educativi privilegiati per la formazione di cristiani e cittadini adulti.
Passaggi significativi
In questi 16 anni circa di attività accanto al Centro di accoglienza di Via Zara, chiamato più volte e “ripensarsi e riorganizzarsi” in relazione al mutare delle esigenze del nostro territorio, ma che è sempre rimasto punto di riferimento per chi si è trovato nel bisogno e biglietto da visita della nostra chiesa locale per la società civile, sono sorte altre realtà: - la comunità educativa per adolescenti, nata da una collaborazione con l’Associazione Mondo Minore della comunità di Capodarco, ove sono accolti al massimo 5 o 6 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni; - le due comunità di accoglienza per donne anche con bambini, (“S. Luisa” e “Le Casette”) nate da una collaborazione rispettivamente con il Volontariato Vincenziano e con la Parrocchia del S. Cuore; - servizio di accompagnamento pomeridiano per bambini stranieri in collaborazione con il Comune di Macerata; - promozione, in collaborazione con l’Associazione Mondo Minore della Comunità di Capodarco, di una rete di famiglie disponibili a spendersi in vario modo per l’accoglienza e l’accompagnamento di minori in situazione di difficoltà.
Osservazioni
L’esperienza maturata in questi anni, non solo nella promozione e nella gestione dei servizi su indicati, ma anche nelle scelte di alcuni di noi che da venti anni ormai aprono le porte delle loro case all’accoglienza soprattutto di minori, ci ha portato oggi ad evidenziare nuovi bisogni attualmente scoperti nel nostro territorio legati soprattutto alle esigenze delle famiglie che sono forse la più grande risorsa di cui la nostra chiesa e la società civile dispongono: - molte famiglie oggi si trovano a vivere nel più completo isolamento e spesso nel silenzio situazioni drammatiche con i propri figli; - alcune famiglie sarebbero disponibili a “spendersi” per il sostegno di altre e per l’accompagnamento di minori, ma non se la sentono ancora di affrontare scelte impegnative quali l’affido o l’adozione; - molti “affidi” potrebbero essere evitati con un’efficace azione di accompagnamento e sostegno della “famiglia debole” da parte di una o più famiglie che si affiancano nella gestione del quotidiano e nella cura dei minori.
Prospettive
Dal lascito dell’abitazione della sig.ra Valentina, ex insegnante di lettere e impegnata da molto tempo nel volontariato, è nato il progetto “Valentina … una casa per la famiglia”. Già quando era in vita la signora aveva ospitato in due mini appartamenti due nuclei familiari (uno albanese e l’altro senegalese). L’abitazione, situata nel centro abitato della città, ha bisogno di una ristrutturazione così come evidenziato nella parte tecnica allegata, in modo da renderla adatta per i servizi che ora andremo a specificare.
- Comunita per le ragazze che faranno l’anno di volontariato sociale: così come nel lontano 1985 avviammo la comunità degli obiettori accanto a luoghi di accoglienza, vorremmo ora riproporre questa esperienza di vita ad alcune ragazze che prestano la loro attività presso i servizi e le comunità di accoglienza del nostro territorio;
- Comunità Diurna per le famiglie: è un servizio intermedio di accompagnamento educativo e di sostegno psicosociale ai nuclei familiari. Presenta caratteristiche di flessibilità e connessione con i soggetti ed i servizi pubblici e privati impegnati nel lavoro di cura e tutela dei minori e delle famiglie. La comunità diurna è un contesto dove poter sperimentare in modo efficace la relazione con i figli e ricevere supporto da un equipe multiprofessionale. Ha come finalità il raggiungimento di livelli sostenibili di benessere psico-relazionale, vissuti all’interno del proprio sistema di appartenenza. La comunità intende essere un’opportunità per superare la dicotomia tra tutela del minore e cura dei genitori. E’ tesa a prevenire la disgregazione familiare ed a valorizzare e sostenere le risorse, anche minime, dei genitori.
- Punto Spazioincontro; è lo spazio costituito da una piccola cucina, salotto, giochi e materiali al fine di consentire gli incontri dei minori con le famiglie di origine in un ambiente caldo e di vita quotidiana (evitando l’esperienza fredda e spesso drammatica degli incontri nei poliambulatori o negli uffici comunali). E’ rivolto a famiglie di minori inseriti presso le comunità, a famiglie di minori in affidamento presso le famiglie affidatarie, fratelli inseriti in contesti educativi diversi, famiglie che sono in fase di osservazione da parte dei servizi sociali. I soggetti invianti possono essere i servizi sociali dei Comuni, i servizi sociali dei distretti Asl, le comunità alloggio per minori, la rete di famiglie affidatarie.
- Primo alloggio per piccoli nuclei familiari; si tratta di un mini appartamento dove alloggiare temporaneamente una famiglia in attesa di una sistemazione definitiva.
E’ da evidenziare che l’attuazione del progetto rafforzerebbe la rete di servizi promossi dalla Caritas Diocesana mantenendo fede al suo impegno fondamentale nell’azione pedagogica in quanto il coinvolgimento dei partners, degli uffici e delle associazioni di sostegno possono essere segno di unità e di speranza nella testimonianza della Carità.
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