Indonesia 5 - Rapporto aprile/giugno 2006

Progetto “Amandraya”: Ricostruzione del complesso pastorale di Amandraya, fase I.
 
Informazioni generali sul progetto:
Titolo del progetto: Ricostruzione del complesso parrocchiale di Amandraya, Nias, Indonesia, I fase
Località: Tu’indrao, sottodistretto Amandraya, Nias del Sud, Nord Sumatra, Indonesia
Data di inizio e durata: 19 luglio 2005; 18 mesi.
Obiettivi principali del progetto: ricostruzione dell’ostello maschile e della scuola materna.
Gruppo/i target e numero dei beneficiari diretti del progetto: studenti e bambini di Amandraya; Ostello maschile: 20 ragazzi; Scuola materna: 60 bambini circa.
Costo totale del progetto: IDR2.382.095.722 (ca. € 216.593)
Donatore: Caritas Italiana (100%) con fondi Caritas Sardegna.
 
Attività principali:
 
-           revisione budget
-           scadenzario bonifici
 
Aggiornamenti e commenti
 
Barbara, Alessandra, P. Raymond, Damasus (consulente del CRS per Caritas Sibolga), Tassia (addetta stampa di Caritas Sibolga) e Scott Campbell (direttore del CRS per Aceh e Nias) si sono recati ad Amandraya il 21 aprile per monitorare l’avanzamento dei lavori. Abbiamo visitato i due cantieri, Alessandra ha confrontato i lavori con i disegni, e abbiamo chiesto alle suore di iniziare a fare una lista dettagliata del mobilio e delle attrezzature che servono per la scuola materna.
Barbara ha chiesto a Scott la possibilità di inviare un tecnico del CRS per effettuare una valutazione in itinere del progetto e ha detto che non dovrebbero esserci problemi.
Tassia ha infine intervistato Sr. Feliana (una delle due maestre della scuola materna di Amandraya), il che ha permesso di avere nuove, preziose informazioni da aggiungere alla proposta di progetto.
A Teluk Dalam (capoluogo della Nias meridionale) ci siamo riuniti con l’ing. Lianus (l’ingegnere incaricato della supervisione come consulente esterno) e i rappresentanti dell’impresa edile. Entrambi ci hanno consegnato i loro rapporti. In particolare, l’impresa ha consegnato i rapporti settimanali che insieme costituiscono un rapporto mensile. Questi i punti principali trattati dal rapporto dell’ing. Lianus, che è incaricato della supervisione:
-           A causa di un cambiamento di orientamento dell’edificio dell’ostello voluto tempo fa da parte di P. Paolinus (parroco di Amandraya), Lianus si è reso conto che è necessario modificare il tetto, a causa della direzione del vento prevalente e, di conseguenza della pioggia; questa modifica non comporterà alcuna spesa aggiuntiva.
-           Sr. Lydia (attuale direttrice della scuola materna) ha richiesto, per motivi di sicurezza, una porta ad armonica per il kindergarten e delle sbarre alle finestre. Il tutto ha un costo aggiuntivo di IDR 20.920.000 (circa € 1878). Per evitare di dover modificare il computo metrico estimativo, l’ufficio Caritas di Nias si occuperà dell’acquisto dei materiali.
-           Al 15 aprile, il progresso dei lavori era del 33,4%; abbiamo quindi proceduto al pagamento del 20% della somma da contratto.
In generale l’impresa edile ci sembra seria. I fattori che stanno rallentando i lavori sono dovuti principalmente all’improvviso inizio, da un mese, della stagione delle piogge. Christian, il rappresentante dell’impresa, ha dichiarato che gli operai stanno lavorando bene, anche se il direttore del cantiere della scuola materna è più qualificato di quello dell’ostello. I lavori della scuola materna, però, vanno più a rilento, a causa delle maggiori dimensioni dell’edificio e del fatto, che essendo il terreno in pendenza, è stato necessario prepararlo prima.
Lianus ci ha detto che purtroppo P. Paolinus si è lamentato del fatto che abbiamo scelto l’impresa edile tramite gara d’appalto e non abbiamo scelto suo fratello. Ma il fratello non è a capo di un’impresa edile, è un semplice muratore, e non sarebbe stato in grado di fare bene il lavoro. Inoltre, la diocesi aveva chiesto a un altro suo fratello di lavorare nella fase iniziale del progetto Sirombu, prima del terremoto, ma P. Rantinus (Direttore di Caritas Sibolga) l’aveva allontanato per corruzione. Purtroppo a Nias il nepotismo è una cosa talmente diffusa che viene accettata nella normalità.
Siamo stati anche rassicurati del fatto che il legno utilizzato è certificato e proviene dall’isola di Tello, dove ci sono più foreste che a Nias. Si tratta di legno Bakiri, ma non conosco la traduzione.
Purtroppo a causa di una brutta influenza che ha colpito me e P. Raymond, non abbiamo potuto monitorare la messa in opera delle fondamenta, ma il rappresentante dell’impresa ci ha assicurato che tutto è stato fatto secondo i disegni.
Ho integrato nella proposta di progetto le nuove informazioni sulla gestione della scuola materna, ottenute da Tassia dopo aver intervistato Sr. Feliana ad aprile.
Il 14 maggio ci siamo recati di nuovo ad Amandraya, ma essendo domenica i lavori non erano in corso. P. Paolinus non c’era, ma abbiamo parlato con Sr. Lydia. Abbiamo chiarito il nome della scuola materna, perché all’inizio ci era stato comunicato che il nome del kindergarten era “Stella Duce” e poi avevamo visto scritto “St. Antonius”. In realtà hanno deciso di chiamare “Stella Duce” il nuovo convento che le suore stanno costruendo con propri fondi, mentre ormai il nome ufficiale della scuola materna resta St. Antonius.
Sr. Lydia ha previsto un piano di riorganizzazione del personale. Al momento, lei è la principale, mentre Sr. Feliana e la Sig.ra Siharni, che ha iniziato nel 2005, insegnano, quindi c’è un’insegnante per classe. In futuro Sr. Feliana sarà la principale, quindi per l’altra classe assumeranno un’altra insegnante, più due assistenti, uno per ciascuna classe.
Come prevedevo, nonostante si affrettassero a negare che nell’area ci fossero bambini disabili, ne è arrivata una. Per fortuna le suore hanno rispettato il nostro accordo e l’hanno accolta, nonostante abbia solo 3 anni e mezzo. Il problema della bambina è che ha un braccio più corto dell’altro.
Molti genitori hanno messo in evidenza la necessità di un ostello anche per i bambini piccoli, dai 5 anni in poi. Si tratta di famiglie che abitano molto lontano dalla parrocchia e per questo non possono mandare sempre i bambini a scuola. Sr. Lydia ha spiegato loro che l’ostello in costruzione è solo per gli adolescenti, ma certo questa richiesta evidenzia un servizio mancante.
I genitori più poveri chiedono anche l’iscrizione gratuita. Al momento la situazione è che la diocesi di Bandung paga la retta per 52 bambini e per il resto i genitori devono pagare. Ma la retta non è concepita come una borsa di studio, bensì le famiglie che ne beneficiano sono scelte in maniera casuale.
I giocattoli che possiedono sono stati donati dal governo australiano. Infatti, nell’aprile del 2005, un elicottero australiano che portava aiuti di emergenza si è schiantato molto vicino alla scuola materna e le suore hanno soccorso i sopravvissuti. Per questo il governo australiano ha deciso di ricompensarle donando i giocattoli.
Sia P. Paolinus che Sr. Lydia hanno fornito all’ing. Lianus la lista dei mobili e delle attrezzature necessarie, ma le suore vorrebbero aggiungere degli armadietti per i bambini. P. Raymond ha verificato che è meglio far fare i mobili a Sibolga, perché c’è disponibilità di legno.
Al momento ci sono 10 bambini e 19 bambine nella classe A, mentre nella B ci sono 25 bambini e 21 bambine.
È sorto un problema con P. Paolinus, che ha ricevuto dell’acciaio da un donatore privato di Jakarta e ora vorrebbe cambiare i disegni della sala comunitaria per poter utilizzare l’acciaio. P. Raymond è esasperato dalle continue richieste di cambiamenti di P. Paolinus, anche per quanto riguarda l’ostello maschile e il piano dell’area; c’è poi il discorso del fratello; inoltre, pare che P. Paolinus sia offeso con l’ing. Lianus perché una volta non l’ha salutato. In definitiva, P. Raymond, ritiene che P. Paolinus si stia comportando male al punto che minaccia di volersi costruire l’aula da solo. Purtroppo non posso forzare P. Raymond ad avere a che fare con P. Paolinus se non vuole: P. Raymond è molto stressato perché sommerso dai problemi e non vuole semplicemente averne altri, o meglio, non ha la forza di affrontarne altri.
P. Barnabas (amministratore apostolico e presidente di Caritas Sibolga) e P. Raymond hanno quindi programmato una riunione con P. Paolinus a Sibolga, dando per scontato che avrebbe partecipato alla riunione del Consiglio Diocesano, prevista per fine maggio. Purtroppo però P. Paolinus ha deciso di non andare. P. Raymond ha comunicato a P. Barnabas l’intenzione di P. Paolinus di cambiare il progetto della sala comunitaria (aula), e il fatto che se noi non lo assecondiamo vuole portare avanti il progetto da solo, con il fratello; ma P. Barnabas ne dubita, perché non crede che abbia i soldi. Dei cinque edifici, la sala comunitaria è quello con il budget più alto perché l’edificio è molto grande. D’altro canto, sia P. Raymond che P. Barnabas sono irremovibili nel non voler modificare il progetto, anche perché sanno che per P. Paolinus sarebbe solo l’ennesimo dei tanti cambiamenti. D’altronde disegni dell’ing. Lianus ci sono costati tanto e sono stati fatti con l’approvazione di P. Paolinus.
I rappresentanti dell’impresa edile di Amandraya sono venuti in ufficio per consegnare il rapporto quando è stato ultimato il 60% dei lavori. A detta loro tutto stava procedendo regolarmente e non ci sarebbero stati problemi. Abbiamo discusso del mobilio, perché pare che anche a Sibolga, come a Gunung Sitoli, i falegnami siano oberati dalle richieste dai progetti, specialmente per le porte e le finestre degli edifici in ricostruzione. L’impresa ci ha quindi consigliato un falegname di Teluk Dalam.
Visto l’impegno di monitorare il progetto una volta al mese, e visto che l’impresa edile ci aveva detto che i lavori erano al 60%, il 10 giugno i siamo recati sul posto per controllare. Stavolta purtroppo Alessandra ha riscontrato diversi problemi, che abbiamo discusso la sera stessa con l’impresa edile e l’indomani con l’ing. Lianus. Questi, in sunto, i problemi riscontrati:
1.      Scuola materna:
 
a.       Colonne mal rifinite negli incastri con le travi
b.      Assenza di travi: questo è il problema più grave. Vicino ai gabinetti abbiamo notato che un muro non aveva la trave (v. foto). Alessandra ha sospettato quindi che dove ci sia la trave in realtà sia sempre muro ingrossato con cemento perché sembri una trave (tipo sandwich). Nel caso questo renderebbe l’appoggio del tetto molto fragile. Per fortuna l’impresa edile ha in seguito bucato le travi in più punti a caso e ha verificato che si era trattato di un caso isolato.
c.       Alcune colonne sporgono dalla base. Ma l’ing. Lianus ha replicato che si tratta di colonne accessorie che non reggono il peso del tetto.
d.      Una colonna presentava una crepa, ma c’è stato assicurato che verrà rifatta.
e.       In uno spazio scavato nel muro per l’impianto elettrico c’era un buco: anche in questo caso verrà riparato.
f.       Lo spazio fra la cornice della porta e la colonna è stato riempito dopo che la porta era stata messa; inoltre questo è stato fatto in maniera grossolana, tanto che in un caso manca la parte di sopra.
g.      Una colonna interna a un muro non è dritta. Secondo l’ing. Lianus non è importante perché non si tratta di colonne che portano il peso del tetto. Ma l’impresa edile ci ha detto che verificherà e nel caso verrà rifatta.
2.      Ostello maschile
a.       Stesso problema di 1c
b.      La base di una colonna cilindrica era sgretolata.
c.       Una trave che regge il tetto non è sorretta da una colonna, perché termina sopra una parete con finestra. Secondo Alessandra questo è molto pericoloso in caso di terremoto, perché la parete con finestra è debole di per sé e non reggerebbe il peso del tetto. Il rappresentante dell’impresa edile le ha dato ragione, ma l’ing. Lianus ha insistito che siccome la trave è lunga solo quattro metri non è necessaria un’altra colonna. L’ing. Lianus ha proposto di fare un test, mettendo per un tot di settimane un peso d’acqua in quel punto, ma Alessandra non è convinta che questo serva come test anti-sismico. Abbiamo quindi chiesto altri pareri, sia in ufficio: Alex, Budi, che fuori, David Murphy del CRS, che hanno tutti confermato l’opinione di Alessandra.
Comunque, in generale, devo dire che mentre il rappresentante dell’impresa edile ha dato ragione ad Alessandra, l’ing. Lianus era sempre sulle difensive e si è rifiutato di ammettere che i punti citati costituissero un problema.
Nel corso di una riunione, abbiamo deciso di chiedere al CRS di organizzare una missione di valutazione, di cui ho scritto i terms of reference in collaborazione con Alessandra.
Io e P. Raymond ci siamo recati, il 16 giugno, a Medan per una visita a Sr. Margaret, la Madre Superiora, per tutta l’Indonesia, delle suore SCMM. All’incontro ha partecipato anche Sr. Yustina, responsabile per Nias, che avevo già incontrato l’anno scorso a Teluk Dalam. Lo scopo della visita era chiarire la situazione dei finanziamenti per quanto riguarda la scuola materna di Amandraya, visto che Sr. Lydia lamentava un totale abbandono economico da parte della congregazione, mentre P. Rantinus insisteva che hanno molti fondi a disposizione.
Ho presentato a Sr. Margaret Caritas Italiana e il progetto di sostegno a Caritas Sibolga, focalizzandomi sul gemellaggio Sardegna - Amandraya. Ho spiegato che i nostri fondi saranno sufficienti per la ricostruzione degli edifici, perciò Caritas Italiana non può finanziare direttamente i costi di gestione degli edifici. Sr. Margaret ha detto che è dovere della congregazione sostenere economicamente i servizi come questi, ma che i fondi a loro disposizione sono pochi e discontinui, perciò ogni contributo è il benvenuto. Questo conferma la mia teoria, e cioè che anche se la Caritas non può sostenere in maniera diretta questi centri, può aiutare le suore a trovare dei finanziamenti e/o dei donatori che garantiscano una certa qualità dei servizi e una certa continuità. In una parola: sostenibilità. A questo proposito sono sempre più convinta che una rete di adozioni a distanza sarebbe l’ideale, ma anche raccolte fondi occasionali (ad esempio nelle parrocchie), sarebbero già di grande aiuto.
In generale l’incontro si è rivelato strategicamente e diplomaticamente molto importante e dovuto, perché Sr: Margaret si è mostrata inizialmente un po’ risentita del fatto che nessuno della Caritas l’avesse mai contattata. Dopo il colloquio si è invece mostrata molto accogliente, invitandoci a pranzo e lodandoci davanti a tutte le suore, con tanto di applauso! Io ho promesso a Sr. Yustina che mi sarei tenuta in contatto con lei e l’avrei informata sugli sviluppi del progetto.
 Scuola materna
 
Ostello maschile

Educazione alla pace e mondialità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

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