Indonesia 1

Aggiornamenti dall'Indonesia
Paese: Indonesia

Titolo programma: “Accompagnamento della Caritas Diocesana di Sibolga nel capacity building e la realizzazione di progetti di ricostruzione e sviluppo.”

Nome operatrice: Barbara Dettori.

Altra operatrice presente in loco: Alessandra Credazzi Salvi, arrivata il 22 marzo 2006.

Partner locale di riferimento: Caritas Diocesana di Sibolga, ufficio di Nias.

Budget: € 350.000 per i costi di gestione dell’ufficio di Nias di Caritas Sibolga; € 500.000 da Caritas Sardegna; € 500.000 da Caritas Marche; € 3.000.000. TOTALE: 4.350.000.

Obiettivo generale: Affiancamento e supporto alla Diocesi nella fondazione e nella crescita della Caritas Diocesana e, in particolare, del suo ufficio nell’isola di Nias, colpita dal terremoto del marzo del 2005, con particolare attenzione all’identificazione e alla realizzazione di progetti di ricostruzione e di sviluppo.

Obiettivi specifici:
• Ricostruzione del complesso parrocchiale di Amandraya e sviluppo comunitario nell’omonimo sottodistretto;
• Ricostruzione delle case dei profughi di Tabita (Gunung Sitoli) e sostegno socio-economico;
• Consolidamento del gemellaggio con le delegazioni regionali Marche e Sardegna;
• Avvio di un programma di lotta alla malnutrizione;
• Avvio di progetti nei settori sociale, culturale, sanitario, educativo.

Quadro del contesto
Anniversario del terremoto.
Il 28 marzo si è celebrato l’anniversario del terremoto di Nias che un anno fa distrusse l’isola. Nel commemorare la data, il BRR, l’agenzia governativa per la ricostruzione, ha dichiarato che 1.209 case (su 13.000 andate distrutte), sono state ricostruite da ONG, organizzazioni governative e il BRR stesso (615), e sono pronte per l’uso da parte delle vittime del terremoto. Per l’occasione, il BRR ha anche stanziato un fondo per la ristrutturazione delle case di coloro che sono pronti a farsi da sé i lavori. In occasione della commemorazione avvenuta a Gunung Sitoli, la cittadina capoluogo dell’isola, il direttore del BRR, Kuntoro Mangkusubroto, ha ringraziato tutte le organizzazioni che hanno contribuito ed i donatori. Un altro obiettivo governativo è la ricostruzione, già in atto, di 256 km di strade principali e secondarie, cosa che renderà molto più veloce il processo di ricostruzione.
Nello sforzo di promuovere l’economia locale, il BRR ha programmato la ricostruzione di 9 mercati, 88 negozi di alimentari, assistenza a piccole e medie imprese attraverso iniziative di microfinanza, la fornitura di 6 forni per la produzione di mattoni, programmi di formazione professionale, la fornitura di 600 kit per la pesca, 60 macchine per la raffinatura del riso, 8 trattori, ecc. Per quanto riguarda il settore dell’istruzione, sono state ricostruite 12 scuole permanenti e 9 prefabbricate (su 723 distrutte). Il settore più carente è quello sanitario. Nel piano del BRR, anche la ricostruzione di 115 edifici religiosi.
Una delle sfide maggiori in questa fase di ricostruzione è dovuta al fatto che il livello delle infrastrutture a Nias era quantitativamente e qualitativamente inferiore al resto dell’Indonesia già prima del terremoto. L’estremo isolamento di molti villaggi rende inoltre difficile gli aiuti. Infine, la maggior parte delle organizzazioni per la ricostruzione e lo sviluppo si concentrano nella provincia di Aceh: se ne contano circa 450, mentre a Nias ci sono solo 56 ONG e 10 agenzie dell’ONU. Tutto ciò fa sì che a Nias ci sia ancora bisogno di aiuti umanitari, nonostante sia finita da tempo la fase di emergenza.
I danni del terremoto sono stati stimati a 400 milioni USD, mentre il costo della ricostruzione è stimato a un miliardo di dollari. Attualmente il governo ha messo a disposizione 150 milioni di dollari, mentre le ONG 85 milioni.

Per l’anniversario del terremoto, il BRR e UNORC (Office of the UN Recovery Coordinator for Aceh and Nias) hanno organizzato una serie di eventi nella giornata. Purtroppo c’è stato poco coordinamento con le ONG, cui è stato imposto un programma deciso il giorno prima. Per questo motivo la Caritas non ha partecipato: avevamo già organizzato la nostra commemorazione, che è consistita di: riunione con lo staff, volta a far conoscere il nuovo staff a P. Rantinus, il direttore di Caritas Sibolga, giunto sull’isola per l’occasione; inizio di un workshop sulla Caritas e poi messa celebrata da P. Rantinus in ufficio.

Elezioni
Il 28 febbraio hanno avuto luogo le elezioni del capo del distretto nord e del suo vice. Nias è divisa in due distretti: Nias (nord) e Nias meridionale (centro-sud). C’erano cinque coppie di candidati, incluse le due autorità in carica. È stato rieletto il capo distretto in carica, ma un altro vice. Appartengono ad un partito chiamato Pelopor, il cui slogan è stato “Pregare e lavorare”, ma è difficile determinare la corrente politica dei partiti qui. Ci sono molti partiti locali che nascono e muoiono molto presto. Questo è un piccolo partito. Diciamo che qui la gente vota la persona e non il partito, a seconda della fiducia e dell’appartenenza a un determinato clan familiare. Rimarranno in carica per cinque anni.

Nunzio Apostolico
Con grande dispiacere di tutti, Papa Benedetto XVI ha rimosso Mgr. Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don dalla carica di Nunzio Apostolico in Indonesia. Mgr. Ranjith, originario dello Sri Lanka, è stato promotore della nascita delle Caritas Diocesane in Indonesia e grande sostenitore dello sviluppo di Nias. Il Papa ha voluto che sostituisse Domenico Sorrentino nel posto di segretario della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in Vaticano.

Nascita di Caritas Indonesia
La conferenza episcopale indonesiana (KWI) ha iniziato, in questo trimestre, il processo di costituzione di una Caritas Nazionale, che si chiamerà KARINA (KARitas INdonesiA). Prima della sua fondazione, la conferenza episcopale agiva sul territorio attraverso sei commissioni, spesso presenti anche a livello diocesano:
• Sviluppo socio-economico (PSE)
• Giustizia e Pace
• Migranti e rifugiati
• Dialogo interreligioso
• Crisi e riconciliazione (PKR)
• Comunicazione sociale

Durante l’emergenza maremoto, il PKR, comunemente chiamato Crisis Centre, ha fatto le veci della Caritas nazionale mancante, che era stata sciolta tempo prima per illeciti finanziari. A livello diocesano, invece, la commissione più attiva è il PSE.
Ma secondo la conferenza episcopale è necessario ricreare la Caritas per evitare il disorientamento dei donatori, che durante l’emergenza non hanno trovato una controparte chiara con cui relazionarsi per il trasferimento dei fondi. Essendo questa fase di costituzione lenta, in questo periodo di transizione è ancora il Centro di Crisi (PKR) che porta avanti i progetti tsunami e terremoto e che fa parte del gruppo di lavoro SOA. Il CRS, in quanto facilitating partner in Indonesia, accompagnerà KARINA nella sua crescita.

Riunione Caritas Internationalis
Il 2 e il 3 marzo si è tenuta a Roma la terza riunione dei partner Caritas per i Programmi Tsunami. Io vi ho partecipato con P. Raymond, vice direttore di Caritas Sibolga. Si è trattato di un’esperienza molto interessante.
E’ stata anche fruttuosa per la presenza strategica in loco di donatori che si sono mostrati disponibili a finanziare una parte del progetto di ricostruzione di Hilimbaruzo: Development & Peace (Caritas Canada), SCIAF (Caritas Scozia), Trocaire, Secours Catholique, Caritas Austria.

SOA
In questo trimestre è stato revisionato l’SOA. Questa revisione era necessaria per riorganizzare la riposta del network Caritas alla luce del cambiamento della situazione in Indonesia ad un anno dallo tsunami. La nuova strategia dell’SOA Indonesia si è estesa a tre anni e, pur seguendo le priorità indicate dal BRR, si concentra sull’importanza dello sviluppo delle capacità di gestione dei disastri e della costruzione della pace. Questi gli attuali obiettivi specifici:
• Aiuti e transizione
• Ripresa e ricostruzione
• Gestione dei disastri di lungo periodo
• Costruzione della pace
• Capacity building (accompagnamento delle Caritas nazionali e locali)

Situazione dei Programmi
Progetto “Gunung Sitoli”: costruzione di temporary shelters e case per i profughi del campo di Tabita (Progetto Marche).

Attività principali:
• Partecipazione all’incontro organizzato dal BRR sulle politiche governative riguardo agli sfollati che vivono nei campi profughi. L’obiettivo del BRR era quello di spostare tutti gli sfollati dalle tende ai temporary shelters entro il 28 marzo, anniversario del terremoto.
Aggiornamenti e commenti
A causa del mio viaggio in Italia, ho chiesto a Damasus, operatore del CRS a Nias, di continuare i contatti con il BRR per quanto riguarda i profughi del campo di Tabita, per i quali il parroco P.Michael ci aveva chiesto di intervenire.
Queste le ultime novità. Il campo era stato già assegnato al BRR per quanto riguarda la ricostruzione di case permanenti. Nel caso del campo di Tabita il BRR intendeva procedere immediatamente alla ricostruzione delle case senza il passaggio intermedio dei temporary shelters. Il problema però era dove ricostruire. Il governo ha messo a disposizione un terreno dove però gli sfollati non vogliono andare a vivere, perché la maggior parte di loro ha piccole attività economiche a Gunung Sitoli e la terra a disposizione è troppo lontana dalla città. Gli sfollati stessi hanno individuato una terra vicina, ma sarebbe da acquistare, e il BRR non ha previsto nel budget di progetto l'acquisto della terra.
La terra costa IDR 75.000 per metro quadro, circa € 7 euro.
Su 63 famiglie presenti nel campo, 42 non hanno la terra. Si sono prospettate a questo punto le seguenti possibilità:
1. Alcune persone del BRR avrebbero voluto acquistare la terra senza modificare il totale del budget. Ma altri non erano d'accordo, perché questo avrebbe implicato la riduzione dei costi di ricostruzione, a svantaggio della qualità della ricostruzione stessa.
2. Tentare di abbassare il prezzo della terra da IDR 75.000 a IDR 50.000: questo avrebbe permesso di includere l'acquisto della terra nel budget del BRR senza sacrificare troppo la qualità della costruzione ma il proprietario si è rifiutato, dicendo che la terra è già a un prezzo molto basso
3. Il BRR ci ha chiesto di coprire noi la differenza cioè IDR 75.000 - 50.000 = 15.000 x mq, ma in natura, cioè noi avremmo dovuto acquistare materiali per la stessa somma.
4. Il BRR acquista la terra e noi facciamo le case. Sarebbe la soluzione ideale MA il BRR non ha accetato.
5. La Caritas prende tutto il progetto e il BRR si occupa di un altro campo. In questo caso però dovremmo acquistare anche la terra.

Per quest'ultima soluzione ecco un budget approssimativo:
Considerando che il BRR sta costruendo case di 36 mq ma che a noi sembrano troppo piccole per le famiglie numerose di Nias, e che pertanto saremmo più propensi a replicare i 48 mq del progetto di Sirombu, abbiamo previsto una necessità di 150 mq di terra per famiglia x 42 famiglie senza terra = 6300 mq. A questi andrebbero aggiunti circa 4200 mq di terra intermedia fra le case per un totale di 10500 mq x IDR 75.00 = 787.500.000 = € 70.000 circa. Considerando un costo approssimativo di € 6000 per casa x 63 famiglie = € 378. 000 per le case + € 70.000 = € 448.000 + altre spese. Considerando che dei 500.000 € delle Marche € 100.000 sono impegnati per il centro Caritas, si va fuori budget, tanto più se si considera che intendevamo proseguire con progetti di generazione del reddito e sviluppo comunitario. Ma Caritas Italiana può aggiungere altri fondi se necessario.
Si è deciso per quest’ultima opzione.
Visto che gli sfollati non vogliono che il governo costruisca loro le case permanenti in una terra lontana dalla città, dove hanno le loro attività economiche, il BRR ha pensato di costruire lì i temporary shelters, ma gli sfollati non hanno voluto spostarsi in quella terra neanche in via temporanea. Volevano che i temporary shelters venissero costruiti o nel terreno dove avevano le tende (Tabita) o nella terra da loro scelta come residenza permanente. Ma il primo caso non andava bene perché la terra appartiene alla parrocchia di S. Maria e P. Michael la vuole utilizzare per ricostruire una scuola; nel secondo caso la presenza dei temporary shelters avrebbe impedito la costruzione delle case permanenti.
Damasus ha continuato a tenere i contatti con il BRR e Monica, assistente progetto, ha iniziato a prendere i contatti con i due leader dei profughi del campo di Tabita, Pius e Petrus. Ufficialmente Alessandra ha il ruolo di coordinare il progetto, ma trattandosi di un settore cruciale e di una situazione di semi-emergenza, tutti sono coinvolti nel processo decisionale.
Tutti gli sfollati del campo di Tabita vogliono trasferirsi nei temporary shelters, ma a questo proposito si sono divisi in due gruppi per quanto riguarda la locazione: 27 sono voluti andare al km 3, altri 15 vicino a Lasara, la terra che dovremmo acquistare per le case permanenti, dove alcune persone hanno offerto loro della terra che non coincide con la terra dove dovremmo costruire le case permanenti. Ciononostante, avevamo paura che questo provocasse un conflitto con l’altro gruppo, che aveva deciso di spostarsi al km 3 solo perché gli era stato proibito di andare a Lasara. Quindi per evitare un conflitto Damasus ha incoraggiato i 14 a cercare un’altra terra. Ma, in seguito, i leader di entrambi i gruppi sono venuti da noi in ufficio e il leader del gruppo dei 27 ha detto che per loro non c’era problema se gli altri andavano a stare a Lasara. L’altro problema sorto ha riguardato la data del trasferimento. Secondo noi non era il caso che si trasferissero entro il 28, come il BRR aveva chiesto, perché la Croce Rossa ha ordinato i materiali per i shelters da Medan, ma arriveranno solo la settimana del 3 aprile. Purtroppo però P. Michael ha insistito perché se ne andassero subito. [Da questo punto il testo prosegue alla pagina Indonesia 2] 

La Caritas Marche già presente sull'Isola attraverso il gemellaggio con la diocesi di Sibolga-Medan.
La Delegazione Caritas delle Marche è gemellata con le DIocesi di Sibolga e Medan nell'Indonesia del nord.
è in corso la missione di valutazione dei progetti del Delegato Regionale - don Nello Barboni - e del direttore della Caritas di San Benedetto - Umberto Silenzi. A breve un dettagliato report delle attività.
 
leggi diario di viaggio.
giovedi 13 ottobre 2005ù
venerdi 14 ottobre 2005
sabato 15 ottobre 2005
domenica 16 ottobre 2005
lunedi 17 ottobre 2005
 
Indonesia terra di carità

Come delegato della Caritas Marche insieme ad Umberto Silenzi, direttore della Caritas di S. Benedetto del Tronto, mi sono recato in Indonesia dall’11 al 21 di ottobre per puntualizzare il progetto di intervento a seguito dello Tsunami e del terremoto. Un progetto che si caratterizza per essere un tassello di un mosaico progettuale molto più grande ma che serve a rendere concreto l’impegno della Chiesa Marchigiana non per sentirsi grande quanto piuttosto per un ritorno pastorale affinché le nostre comunità non si stanchino mai di aiutare chi si trova nella necessità.
Quando si parla di Indonesia di pensa a Giakarta, Bali località dalle mille contraddizioni, dove povertà ed opulenza si incontrano e si scontrano; mai si pensa ad una delle tante isole sull’oceano indiano dove il terremoto ha completato la distruzione operata prima anche dallo Tsunami.
Siamo stati nell’isola di Nias : terra dai mille volti per la sua natura, per il suo clima, per la ricchezza della vegetazione, per le bellissime spiagge, per i suoi villaggi ricchi di antica storia e tradizioni ma anche prostrata dal terremoto, dalla povertà, dalle malattie tropicali. L’isola soffre anche di una specie di isolamento da parte delle autorità politiche e la chiesa cerca una sua identità come Caritas nazionale. Le varie Caritas internazionali, l’ONU ela Croce Rossastanno collaborando per realizzare progetti che non si sovrappongano. La chiesa è presente con i missionari, con le suore insieme con la chiesa protestante e il mondo musulmano. Troppo impegnativo raccontare in poche righe di Nias che abbiamo visitato per una buona parte con l’aiuto di Barbara e Stefano, i due ragazzi della Caritas Italiana, e mi soffermo al motivo specifico della mia visita con Umberto.
Alla Caritas Italiana che opera in questa isola per interventi di ricostruzione e soprattutto in progetti di accompagnamento abbiamo chiesto, come Delegazione Caritas Regionale delle Marche, di poter individuare un piccolo progetto, definito tassello di un mosaico molto più grande, che caratterizzi l’intervento caritativo della Chiesa Marchigiana perché con l’interessamento e la preghiera le comunità cristiane sappiano e conoscano la realtà che stanno aiutando e soprattutto perché non si affievolisca l’entusiasmo caritativo cui sempre più spesso siamo chiamati con le emergenze.Abbiamo individuato e fatto nostra una esigenza manifestata da un parroco, P. Thomas della Parrocchia di Santa Maria a Cunungsitoli, per la ricostruzione di case a favore di sfollati che ancora vivono in tenda, situazione a dir poco disastrosa perchè si tratta di famiglie numerose, di nuclei familiari esposti alle inclemenze del tempo, alla mancanza assoluta di strutture igieniche, e alla mancanza di lavoro per sostenere la famiglia stessa.
Accanto si vorrebbe, e me lo auguro proprio, uncentro caritascon l’obiettivo di essere strumento di formazione e centro di promozione per aiutare attraverso il microcredito le persone trovare occupazione per sostenere la famiglia.
Certo che ci sono difficoltà mala Caritas Italiana, con la presenza preziosissima e l’impegno notevole di Stefano e Barbara, sosterrà in ogni modo l’iniziativa che deve trovare perno nella parrocchia e già qualcosa si sta muovendo. Altri progetti incominciano ad avere una loro fisionomia come la realizzazione di un complesso parrocchiale a sud. Dovremmo dire ancora tante cose e lo faremo con più calma ma per adesso la certezza è che io ed Umberto abbiamo imparato tante lezioni di vita, abbiamo condiviso per un attimo tutte le gioie, le speranze, le difficoltà di questi nostri fratelli e abbiamo capito che tutti possiamo fare ancora di più.
 
                                                                                  Il delegato regionale
 Don Nello Barboni
 

 

Educazione alla pace e mondialità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

Delegazione regionale delle Caritas delle Marche c/o Caritas Macerata
piazza Strambi, 3 - 62100 Macerata (Mc) - Tel. 0733 232795 - Fax 0733 268307 - segreteria@caritasmarche.it

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