Con i giovani del Libano - diario di viaggio - Prima parte

FINALMENTE A BEIRUT 

All’uscita dell’aeroporto ci stavano aspettando Nada e padre Paul, entrambi parlano bene l’italiano e sono venuti a prenderci con il pulmann della loro parrocchia. Infatti dovete sapere che nei giorni successivi abbiamo avuto l’opportunità di provare tutti i modelli, di ogni età e colore di tutti i pulmann che girano attualmente in Libano, perché veramente tanti i nostri amici libanesi ce ne hanno fatti provare!!!
Quello che vedete nella foto è stato solamente il primo!

"Appena fuori dell’aeroporto ho respirato a pieni polmoni (nel senso letterale della parola!!!) l’aria di Beirut e non sapevo dove posare gli occhi per non perdere niente di quello che avevo davanti. Macchine malandate e polverose, clackson che suonano in continuazione, scritte in arabo, strade a scorrimento veloce: il Libano!"

 

Siamo al tramonto e siamo proprio davanti ai sassi di Beirut. Traffico intenso, ma tutti ci fanno passare e le foto si sprecano. Si resta in silenzio di fronte a quello che scorre davanti agli occhi. Vorresti assorbire tutto, come una spugna.


"Con il pullmann passiamo di fronte ad uno dei due ponti distrutti dai bombardamenti israeliani. Il governo libanese lo ricostruirà in sei anni, ma ora c’è il vuoto! Beirut mi sembra una città incompiuta e infinita: molti palazzi non sono terminati, nel senso che sono stati costruiti a più piani, ma solo il piano terra è completato, al di sopra ci sono colonne di ferro o cemento e mentre la città scorre dal finestrino, cerco i segni di una guerra sentita al telegiornale. Oggi i Libanesi sono circa 4 milioni in Libano contro i 75 sparsi nel mondo. È una diaspora vera e propria e anche i cristiani prima in maggioranza, ora sono molti di meno (a Beirut sono in minoranza)."

  ALLA SCOPERTA DI UNA CITTA' ANTICA... BYBLOS 

Poteva mancare una foto di gruppo dei marchigiani in visita in Libano? Noooo!! Ed infatti eccola qui... Siamo al gran completo e c'è anche  Sr. Stefana del Centro Giovanni Paolo II di Loreto.

Per avere qualche notizia in più sulla città di Byblos puoi consultare questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Byblos


A JAIBILE IL PRIMO INCONTRO CON GLI AMICI LIBANESI

      

Finalmente incontriamo i giovani: sono gli amici di Martin e Carol, le due ragazze libanesi che ci hanno accompagnato nella visita di Byblos. Ci mettiamo intorno a padre Toufik che guida i giovani della parrocchia per ascoltare che cosa ha da dirci sul centro che la pastorale giovanile del luogo ha organizzato e gestisce. C’è un negozio di articoli religiosi, ma soprattutto da regalo con cui i ragazzi si autofinanziano.



Sono i giovani che lavorano per e con i giovani e in questo centro c’è anche una sala di registrazione dove cantiamo insieme ai ragazzi libanesi qualche canzone (la musica unisce il mondo intero!) e acquistiamo qualche souvenirs.


 

Dopo aver celebrato la Messa in una chiesa di Byblos si va tutti a cena al Java Cafè, che è un bel locale gestito dai giovani del centro di Padre Toufik e qui abbiamo mangiato un’altra cena tipica libanese e poi incontro in parrocchia ancora con i giovani. È stato un momento di preghiera con proiezione di immagini sullo schermo ed i ragazzi hanno così presentato tutte le loro attività e devo dire che ne fanno proprio tante e in tutti i sensi giovani (cioè per e con loro). Per esempio dal 1994 partecipano alla GMG e in particolare sono andati a Roma e a Colonia, curano la loro formazione spirituale e hanno anche un giornalino. Alla fine scambio di inviti, saluti e il dono della bandiera dell’Agorà.

 A SPASSO PER LE MONTAGNE LIBANESI...

"Siamo saliti per le montagne costeggiando dalla strada la Valle Santa. Sono luoghi stupendi: il grigio sfumato dei sassi e il verde dei cespugli e delle piante. L’occhio si perde tra le montagne e non posso fare a meno di pensare a Gesù e al suo orto degli Ulivi. Tutto sa di solitudine, di silenzio e di meditazione, tutto ti avvicina al Cielo, e ti fa pregustare l’Infinito e il suo immenso Amore."

"Tutto sa di eremitaggio e di vicinanza a Dio. Dalle rocce aride, dure, che assumono forme sorprendenti sgorga a volte sorprendente, a volte con rumore e forza l’Acqua della Vita con piccole o più grandi cascate che i contadini del luogo sfruttano per le loro terrazze, fatte con mattoni curati e dove piantano le olive."

Lungo il viaggio ci siamo fermati al santuario di San Charbel, che è il "Padre Pio" del Libano, una visita breve per fare un giro e visitare la chiesa.

Poi siamo passati dove è vissuto Padre Charbel e dove c’è la sua casa con statue per gli episodi più significativi della sua vita. Il paese è proprio sperduto, ma da lì c’è una splendida vista sulle montagne innevate. Si nota subito una Chiesa poco lontana dalla casa di San Charbel, probabilmente costruita di recente e poi accanto alla casa di Charbel una vera e propria meraviglia: una cappellina piccola, bassa, buia, con un altare in legno, annerita dal fumo delle candele e dal tempo, dove due monaci maroniti stanno pregando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si va verso i cedri…l’aria cambia si fa più frizzante e fresca e ci sono ancora alcune macchie di neve sul terreno.
"I cedri, che prima ricoprivano tutte le alture del Libano, ora sono pochi, ma secolari si alzano altissimi, forti e slanciati verso il cielo. È come se ti indicassero la via verso Dio."

Se vuoi sapere qualcosa di più su questi alberi monumentali e famosissimi vai su:  http://it.wikipedia.org/wiki/Cedrus_libani

(vai alla Parte Seconda... )

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