Gemellaggio Marche-Abruzzo

PERIODO:05 LUGLIO – 10 SETTEMBRE

 IL GEMELLAGGIO
La Chiesadelle Marche ela Chiesadella Basilicata sono attive in pianta stabile a Pizzoli, come già ricordato, da luglio 2009, attraverso la presenza costante di operatori e volontari. Le prime settimane della permanenza sono state piuttosto ‘movimentate’. Si è condiviso con la popolazione del luogo la preoccupazione e l’agitazione dovute alla continua attività sismica che ha caratterizzato, quasi quotidianamente, la seconda metà del mese di giugno e che ha interessato in particolar modo la zona Pizzoli-Montereale.

 In questi mesi è stato possibile svolgere diverse attività, potremo dire, distribuite su due livelli fondamentali:
-         lavoro di rete con il centro di coordinamento (Caritas italiana e Caritas diocesana) e le delegazioni di provenienza (Marche e Basilicata).
-         coordinamento con i parroci e lavoro quotidiano di accompagnamento della comunità attraverso la presenza di operatori e volontari.

 Su questi due livelli si interseca trasversalmente la conoscenza del territorio l’ascolto, l’osservazione e il discernimento riguardo le risorse e i bisogni del territorio stesso, che proprio per la peculiarità dell’evento sismico che ha colpito il territorio sono flessibili e sottoposti a continui cambiamenti e stravolgimenti.
In questo contesto inoltre si inserisce il costante contatto con i referenti delle delegazioni, conla Caritasdiocesana de L’Aquila e con il Centro di Coordinamento Caritas, partecipando agli incontri di formazione e di programmazione da loro organizzati che hanno permesso, tra l’altro, di conoscere e di condividere l’esperienza con le altre delegazioni presenti nel territorio aquilano. Espressione di questo percorso è la partecipazione al progetto della Caritas dell’Aquila sui “Centri di ascolto”, presentato lo scorso 11 agosto ai sacerdoti della zona.
Da settembre si sta lavorando al Piano di gemellaggio della delegazione Marche e Basilicata, un programma che conterrà obiettivi e linee metodologiche per lo svolgimento dei progetti legati all’ambito socio-pastorale, all’animazione e all’ambito socio-economico. La costruzione del piano di gemellaggio prevede il coinvolgimento delle comunità locali e della caritas diocesana nella condivisione degli obiettivi e delle azioni fin dalla sua prima stesura, ed ovviamente il coinvolgimento delle delegazioni regionali interessate.

PRESENZA NEL TERRITORIO:

Da maggio sono stati avviati i contatti con i parroci che non si sono mai interrotti. L’inizio è stato molto complesso per diversi fattori dovuti in parte alla situazione contingente e in parte alla stessa Delegazione Caritas.
La volontà iniziale di fare molto e di lavorare in ogni parrocchia si è scontrata con una realtà a volte non facile e frammentata. Ad oggi, però, l’essere riusciti ad entrare in contatto con quasi tutti i parroci della zona gemellata, costruendo lentamente un rapporto di fiducia e di collaborazione con ognuno di essi può essere considerato un buon risultato.
Sempre da maggio inoltre sono state molte le visite di piccole delegazioni diocesane e parrocchiali.
La zona Pizzoli-Montereale, ad accezione di Arischia (frazione de l’Aquila, in parte distrutta) non è stata seriamente danneggiata dal punto di vista materiale. Tuttavia, la gente, in particolar modo nei primi tempi, è apparsa particolarmente provata dal sisma e dall’incertezza che esso ha provocato. Inoltre, nuove faglie si sono aperte proprio nella zona più interna (Pizzoli, Montereale) comportando agitazione e insicurezza.
Da circa metà giugno, la popolazione dei vari paesi è tornata in gran parte in casa, pernottando in tenda, per lo più per paura, solo la notte. Ciò è sicuramente un segnale positivo ma, nello stesso tempo, non essendo possibile un contatto costante con le persone nelle tendopoli, è stato più difficile inserirsi nelle comunità parrocchiali tenendo conto che il periodo estivo comporta, di per sé, una pausa delle attività pastorali e  l’allontanamento di molti per le ferie.
Durante l’estate si è potuto contare sulla presenza di circa 25 volontari provenienti dalle due regioni gemellate. Prima di partire per l’Abruzzo i volontari hanno partecipato ad un incontro di formazione e una volta tornati sono invitati a partecipare ad un incontro di restituzione e di verifica dell’esperienza. I contatti formali avuti con i volontari a livello regionale sono stati circa 48 e di questi hanno partecipato all’incontro di formazione circa 30 persone. I volontari sono stati impegnati in particolar modo nelle parrocchie di Pizzoli, Montereale, Campotosto e, nell’ultimo periodo, a Marana e Arischia in attività di animazione per bambini e ragazzi, nell’ascolto informale, nella condivisione dei momenti di preghiera della parrocchia e nella vicinanza ai parroci. Questi ultimi sono particolarmente provati: essi stessi sono terremotati ma, contemporaneamente, hanno il compito di sostenere la loro comunità, senza poter contare sulla presenza e l’appoggio della propria famiglia (la maggior parte dei parroci è straniera).
La gente ha accolto con gioia i volontari e la risposta ad alcune delle attività proposte è stata forte. Non si può nascondere, tuttavia, la difficoltà nel coinvolgimento diretto delle persone del posto nell’organizzazione di alcune delle iniziative. Su questo aspetto si sta cercando di lavorare e, dove possibile, di insistere.
Non poche sono le difficoltà che si presentano: purtroppo sono state proprio le chiese e le case parrocchiali le prime strutture ad essere colpite ovunque. Ciò rappresenta un problema, soprattutto in questo mese solitamente dedito all’apertura dell’anno pastorale: i parroci non sanno se e dove iniziare le attività parrocchiali. Nei paesi in cui non sono presenti altre chiese (oltre a quelle parrocchiali non agibili), in attesa che arrivino dei moduli prefabbricati o in legno,  visto l’avvicinarsi dell’inverno, c’è la reale preoccupazione da parte di alcuni sacerdoti di non poter disporre di un luogo di culto per la comunità.
Di fronte a questa incertezza, non possiamo far altro che restare vicini alla gente e ai sacerdoti, testimoniando l’interesse e la vicinanza delle nostre Chiese nei confronti della Chiesa Aquilana ferita e provata.

 

PROSPETTIVE: 
Dal 1 settembre è presente in Abruzzo  un’ operatrice della Caritas Marche, Giulia Monadi, della diocesi di Macerata, che dopo aver sostenuto il percorso come volontaria per il mese di agosto si è resa disponibile ad affiancare le 2 operatrici già presenti.
La presenza a Pizzoli per alcuni giorni di un sacerdote della diocesi di Fermo ha fatto emergere la necessità e la volontà di avere una figura spirituale di riferimento per il gemellaggio che possa condividere con volontari ed operatori, periodicamente, qualche giorno di servizio.
Sarà importante inoltre porre l’accento e costruire dei progetti legati anche alla presenza nelle comunità della zona Pizzoli-Montereale di sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose.
Nel mese di agosto l’Azione Cattolica marchigiana ha realizzato diverse visite attraverso i responsabili diocesani con l’obiettivo di pensare e programmare insieme alle comunità parrocchiali e agli operatori presenti un percorso di vicinanza costante e prolungato nel tempo che coinvolga tutte le diocesi delle Marche. Dal mese di settembre infatti si alterneranno piccoli gruppi di volontari provenienti dall’esperienza appunto dell’Azione Cattolica in molte delle parrocchie poste nel territorio gemellato soprattutto durante i fine settimana.
Risulta essere molto importante continuare il lavoro di coordinamento tra il Tavolo Unitario di Pastorale Integrata,la Caritasdell’Aquila e il Centro di coordinamento Caritas, inoltre è necessario anche provvedere a delle piste di ricaduta dell’esperienza nel territorio Marchigiano.
Compito importante sarà inoltre l’affiancamento ai parroci nell’individuazione di luoghi dove poter avviare le attività per il nuovo anno pastorale, con la conseguente comunicazione al Centro di coordinamento Caritas ed il sostegno alla ripresa delle diverse iniziative proprie delle comunità parrocchiali.
Pizzoli ed Arischia per diversi motivi diventano punti di snodo cruciali in questo momento per quello che riguarda lo spostamento delle persone conseguente allo smantellamento delle tendopoli, quindi è presumibile che si verranno creando nuovi scenari con risorse e bisogni diversi da quelli fino ad ora individuati. 

 

Tavolo Unitario di Pastorale Integrata

Coordinamento gemellaggio Delegazione Caritas Marche

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