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Report delle attività in seguito al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo

Primi interventi e prospettive di lavoro future

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«... si avvicinò e camminava con loro» (Lc 24,15)

Report delle attività in seguito al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo

Primi interventi e prospettive di lavoro future

Il sisma che alle 3:32 del 6 aprile 2009 ha colpito un’ampia zona della provincia de L’Aquila, ha provocato 308 vittime e ingenti danni a strutture pubbliche o private, soprattutto nel capoluogo abruzzese ed in alcuni paesi limitrofi.

Gli sfollati, che nelle prime settimane di aprile avevano superato le 66 mila unità, nelle settimane successive hanno trovato accoglienza presso aree di ricovero (tendopoli), alberghi e case private dell’Abruzzo e anche delle vicine regioni. Al 10 settembre la popolazione complessivamente assistita dalla Protezione Civile Nazionale supera ancora le 37 mila unità.

In ottemperanza al mandato ricevuto dalla CEI, Caritas Italiana ha attivato, già dal giorno successivo al sisma, una presenza nelle zone più colpite promuovendo, alla presenza dell’Arcivescovo de L’Aquila S.E. Mons. Giuseppe Molinari, la costituzione di un Centro di Coordinamento Caritas con il compito di rilevare i bisogni, pianificare gli interventi, coordinare le risorse e le iniziative che si renderanno necessarie.

La solidarietà espressa da singoli, famiglie, associazioni, gruppi, parrocchie e Diocesi italiane ed estere, anche a seguito della colletta indetta dalla CEI, ha permesso di progettare e realizzare interventi in tutto il territorio coinvolto, secondo quattro distinte strategie di intervento:

1) emergenza e primo aiuto (tende, materiali di prima emergenza, generi alimentari, sostegno alla popolazione…)

2) accompagnamento della popolazione (presenza di volontari, attività di ascolto, animazione delle tendopoli, rilevazione dei bisogni…)

3) ricostruzione (centri di comunità, scuole, strutture per servizi sociali e caritativi…)

4) progettazione sociale per la riabilitazione socio-economica del territorio (sostegno al credito per le famiglie, contributi per il ripristino di laboratori artigianali e piccole realtà produttive…)

Ad eccezione degli interventi in emergenza, che possono considerarsi già conclusi, le altre strategie di intervento sono tuttora in corso e si concretizzeranno nei mesi e negli anni futuri, secondo una prospettiva di presenza e di accompagnamento di medio-lungo termine.

 

Aggiornamento al 12 settembre 2009 1 CON LA GENTE - Report attività Caritas Italiana in Abruzzo SCHEDA 1

Gli interventi di emergenza e primo aiuto

Nella fase della prima emergenza, Caritas ha distribuito nei campi allestiti beni di prima necessità e attrezzature in grado di rispondere a bisogni "scoperti" della popolazione sfollata, in particolare di ammalati, disabili, anziani, minori; distribuzione di forniture mirate, mai generiche, su specifica segnalazione delle persone e dei parroci per evitare sprechi e sovrapposizioni di interventi con le altre realtà presenti fin dai primi giorni.

Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro del magazzino attivato nella parrocchia di Pettino (AQ), a fianco del Centro di coordinamento: animato dai volontari delle Caritas diocesane abruzzesi e molisane, nella sola prima settimana ha distribuito alimentari (più di 1 tonnellata tra pasta, sugo, scatolame), acqua, prodotti per l’igiene personale, coperte e vestiario vario.

Inoltre Caritas Italiana è intervenuta direttamente per far fronte alle primissime necessità acquistando e distribuendo alle parrocchie gazebo e tende comunitarie, sacchi a pelo e lettini, per oltre 150 mila euro.

 

 

Le persone complessivamente raggiunte in questa prima fase – con risposte quantitativamente differenziate in base ai bisogni - sono state oltre 20 mila.

In questa fase un grande supporto è stato garantito dalla presenza di volontari provenienti dalle Diocesi dell’Abruzzo-Molise sia a supporto della Diocesi de L’Aquila che attraverso l’azione diretta sul proprio territorio, soprattutto a favore delle popolazioni aquilane sfollate lungo la costa e nell’entroterra abruzzese.

Per rafforzare ulteriormente l’azione di sostegno verso le comunità colpite, Caritas Italiana ha chiesto alle Delegazioni regionali Caritas di tutta Italia di esprimere la propria prossimità gemellandosi con le comunità dell’Arcidiocesi de L’Aquila con uno stile che fosse innanzitutto di presenza, condivisione ed ascolto. Tale stile si è presto concretizzato attraverso l’attivazione di occasioni e spazi di ascolto nelle tendopoli e negli altri luoghi di accoglienza per instaurare nell’immediato relazioni di fiducia e di sostegno.

I principali interventi che le Delegazioni regionali Caritas stanno realizzando sono:

1) incontro, relazione e ascolto;

2) risposta ai bisogni primari (generi alimentari, vestiario, letti, coperte, materiale igienico-sanitario…);

3) cura, presa in carico e animazione di anziani, ammalati, disabili e minori...

4) censimento e prima lettura dei nuovi bisogni delle comunità colpite sia nelle tendopoli che nei paesi e nei luoghi di "diaspora" (alberghi e case private della costa e dell’entroterra abruzzese);

 

 

 

 

 

 

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5) sostegno alla Chiesa aquilana nello sforzo di tenere unite le proprie comunità parrocchiali che, per cause di forza maggiore, sono state fisicamente distribuite in luoghi diversi, attraverso percorsi di accompagnamento e presenze di condivisione.

La Segreteria Generale della CEI, fin dai primi giorni, ha invitato le associazioni e le aggregazioni ecclesiali nazionali a coordinarsi con Caritas Italiana per gli interventi a sostegno delle popolazioni terremotate.

In particolare, con alcune di esse (Pastorale Giovanile, Azione Cattolica Italiana, ACLI) è stato sottoscritto uno specifico protocollo di intesa per favorire l’attuazione di una pastorale integrata, protocollo operativo sia a livello di regione ecclesiastica di appartenenza delle Associazioni che sul territorio abruzzese colpito dal sisma. Con altre realtà (ad esempio, Università Pontificia Salesiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII) sono in atto contatti per meglio definire le modalità operative di lavoro comune. CON LA GENTE - Report attività Caritas Italiana in Abruzzo SCHEDA 2

 

 

 

Gli interventi di accompagnamento della popolazione

Dopo il momento di emergenza immediata, Caritas Italiana ha chiesto alle Delegazioni regionali Caritas di esprimere la propria prossimità attivando gemellaggi - già sperimentati con successo a partire dal terremoto in Friuli nel 1976 e più di recente in Umbria nel 1997 e in Molise nel 2002 - con le comunità dell’Arcidiocesi de L’Aquila, attraverso una presenza costante a fianco delle comunità locali mediante l’invio di operatori e volontari, per rendere visibile ed efficace il rapporto di fraternità e realizzare alcune specifiche progettualità condivise con la Chiesa locale.

Parallelamente agli interventi interni al territorio dell’Arcidiocesi di L’Aquila, il Centro di Coordinamento in collaborazione con la Delegazione regionale Caritas di Abruzzo-Molise, ha attuato uno specifico programma di accompagnamento e attenzione per la popolazione sfollata sulla costa e nell’entroterra abruzzese.

Gli interventi proposti dalle Delegazioni regionali si articolano prevalentemente attraverso attività di lettura e monitoraggio del territorio, ascolto dei bisogni della popolazione e collegamento degli stessi con le comunità parrocchiali di origine.

 

PRESENZE DI CONDIVISIONE

È stata garantita la presenza, in ciascuna delle zone di attività delle Delegazioni regionali Caritas, di operatori con adeguata formazione ed esperienza, capaci di animare le comunità attraverso uno stile di accompagnamento e di prossimità, garantendo l’uniformità di azione nel tempo anche al variare delle presenze dei volontari. Si sono costituite 10 equipe tra operatori provenienti dalle diverse Delegazioni regionali Caritas per complessivi 31 operatori (presbiteri, religiosi, diaconi, laici adulti, giovani…) che garantiscono una presenza minima sul campo di 3-6 mesi.

PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO E DEL SERVIZIO CIVILE

Una delle esperienze maggiormente significative è stata la presenza, fin da subito, di numerosi volontari provenienti da ogni parte di Italia. Nel periodo aprile-agosto 2009 hanno prestato servizio volontario attraverso le Caritas diocesane più di 2.400 persone, a cui si aggiungono gli oltre 50 giovani che hanno potuto svolgere nelle zone terremotate una parte del loro Servizio civile nazionale. Per il periodo settembre-dicembre 2009 si prevede una presenza sul territorio di circa 2 mila volontari.

Oltre a queste presenze da tutta Italia, un rinnovato impegno è pervenuto anche dalla gran parte dei volontari della Caritas diocesana de L’Aquila che , nonostante le difficoltà dovute alla loro condizione di terremotati, hanno voluto non far mancare il loro impegno

 

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appassionato e gratuito al servizio degli ultimi, aiutando a riattivare le funzioni e i servizi con cui la Chiesa locale cerca di fare fronte a vecchie e nuove povertà, alcune delle quali generate o acuite dal terremoto (centro di ascolto, osservatorio delle povertà e delle risorse, laboratorio Caritas parrocchiali, ufficio legale, Servizio civile, Servizio immigrazione ed Educazione alla mondialità, progetto Policoro…).

ASCOLTO E OSSERVAZIONE

Ascolto delle persone, del territorio e delle comunità colpite dal sisma, attraverso il ripristino di luoghi propri dell’ascolto, come il Centro d’Ascolto Diocesano, e la creazione di meccanismi di ascolto capillare diffuso su tutto il territorio diocesano, sia all’interno sia all’esterno delle tendopoli. L’obiettivo di medio termine è la creazione di altri luoghi di ascolto stabili su tutto il territorio diocesano, grazie al supporto delle Delegazioni regionali Caritas.

ANIMAZIONE SOCIO-PASTORALE

Attivazione di percorsi di prossimità e accompagnamento tra Chiese sorelle, verso una promozione dell’uomo e della comunità nella loro dimensione spirituale e sociale, con un’attenzione preferenziale per i poveri e le fasce più deboli della popolazione, preferendo e valorizzando le risorse interne alle comunità.

PRINCIPALI ATTIVITÀ REALIZZATE

  1. Accompagnamento e sostegno alle comunità parrocchiali nella ripersa della normale attività pastorale (affiancamento ai parroci, sostegno all’attività di catechesi e animazione, collegamento tra la parrocchia e la comunità sfollata dislocata nell’ampio territorio, condivisione e animazione delle celebrazioni liturgiche e di momenti di preghiera della comunità, presenza di religiosi/e tra le persone alloggiate nelle tende…)
  2. Azioni di vicinanza alla popolazione adulta, con un’attenzione particolare per i cittadini di origine straniera, gli anziani e i malati (serate musicali, cineforum, laboratori teatrali e di ricamo, attività ludiche, pellegrinaggi, visite domiciliari…);
  3. Attività rivolte a bambini, pre-adolescenti e giovani (animazione e aggregazione, Gr.Est., attività ludiche e sportive, laboratori creativi, manuali e teatrali, attività musicale, oratorio, attività di sostegno didattico, insegnamento della lingua italiana e attività di integrazione, campi scuola…)
  4. Collaborazione alla realizzazione e diffusione di fogli locali di informazione e collegamento tra le tendopoli, le parrocchie e la popolazione sfollata
  5. Attività di scambio di esperienze e visita tra le comunità parrocchiali locali e le Diocesi italiane coinvolte nelle attività di gemellaggio delle Delegazioni regionali Caritas.

    In particolare, le Caritas diocesane della Delegazione regionale Abruzzo-Molise, toccate nel vivo dall’evento sismico, hanno ritenuto doveroso mettere a disposizione le proprie competenze attraverso un progetto a vantaggio della popolazione sfollata nelle strutture alberghiere e nelle abitazioni in affitto situate nella zona costiera e nell’entroterra abruzzese.

 

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Grazie alla già esistente rete locale che coinvolge il mondo ecclesiale, le istituzioni e l’associazionismo, e alla conoscenza del proprio territorio, hanno previsto azioni di lettura e monitoraggio del fenomeno, ascolto dei bisogni (attraverso Centri d’Ascolto parrocchiali e territoriali), orientamento informativo e collegamento (attraverso punti informativi creati ad hoc) con le comunità di origine degli sfollati, accoglienza e inserimento nei percorsi educativi già strutturati delle realtà ecclesiali costiere, predisposizione e diffusione di materiale informativo per facilitare l’orientamento, il contatto e la partecipazione alle iniziative delle comunità parrocchiali dell’Aquila.

ATTENZIONE ALLA POPOLAZIONE IMMIGRATA

Oltre alle numerose vittime straniere del sisma, si stima che tra le circa 80 mila persone coinvolte dal terremoto, il 5% siano cittadini non italiani. Al dramma comune si aggiungono quindi i problemi legati alla loro condizione giuridica di stranieri: permesso di soggiorno in scadenza o scaduto, ricongiungimenti familiari interrotti, necessità di ritorno in patria per i minori, etc.

Per questo motivo la Caritas diocesana de L’Aquila ha deciso di attivare prontamente il Coordinamento "Ricostruire Insieme" tra enti ed Associazioni che, a livello locale, si occupano di immigrazione per individuare i bisogni peculiari della popolazione immigrata (bisogni che si vanno ad aggiungere a quelli espressi da tutta la comunità) e cercare soluzioni volte nel breve termine ad alleviare il loro disagio attuale e, nel lungo termine, a contribuire a mantenere una buona coesione sociale tra cittadini stranieri e locali.

COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE

Al fine di garantire una costante e costruttiva collaborazione tra tutte le presenze operative sul territorio (Caritas Italiana, Caritas Diocesana di L’Aquila, Delegazioni regionali Caritas) sono stati formalizzati alcuni momenti comunicativi e operativi, così suddivisi:

  1. Coordinamento generale: incontri svolti a cadenza mensile tra Centro di Coordinamento e operatori delle Delegazioni regionali Caritas presenti, con lo scopo di condividere momenti di spiritualità e momenti operativi di più ampia verifica e programmazione.
  2. Incontri settimanali tra gli operatori del Centro di Coordinamento e un rappresentante delle Delegazioni regionali Caritas per ognuna delle zone di intervento, con lo scopo di confrontarsi sull’andamento dei lavori ed individuare eventuali e necessarie nuove strategie.
  3. Incontri periodici con parroci, volontari e animatori delle comunità.

Aggiornamento al 12 settembre 20093 Aggiornamento al 12 settembre 2009 4 CON LA GENTE - Report attività Caritas Italiana in Abruzzo SCHEDA 2

La presenza delle Delegazioni regionali Caritas Zona

Comuni e frazioni

Abitanti

(stima)

Delegazioni regionali Caritas

L’Aquila

Est

Frazioni del Comune di L’Aquila (Gignano, Torrione, Aragno, Collebrincioni, Sant’Elia, Torretta, Valle Pretara, centro storico della città)

29 mila

Emilia Romagna

Puglia

L’Aquila

Ovest

Frazioni del Comune di L’Aquila (Pettino, Coppito, Cansatessa, Pile, San Sisto, San Vito)

20 mila

Umbria

Piemonte - Valle D’Aosta

Roio

Bagno

Frazioni del Comune di L’Aquila (Bagno, Civita di Bagno, Colle Roio, Pianola, Poggio di Roio, Roio Piano, San Raniero)

5 mila

Triveneto

Campania

Paganica

Onna

Frazioni del Comune di L’Aquila (Assergi, Bazzano, Camarda, Filetto, Fonte Cerreto, Monticchio, Onna, Paganica, Pescomaggiore, San Gregorio, Tempera)

9 mila

Lombardia

Sicilia

Montereale

Pizzoli

Comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Montereale, Pizzoli - Frazioni del Comune di L’Aquila (Arischia, San Vittorino)

10 mila

Marche

Basilicata

Scoppito

Tornimparte

Comuni di Tornimparte, Scoppito, Lucoli

Frazioni del Comune di L’Aquila (Collefracido, Collemare, Pagliare di Sassa, Genzano, Sassa, San Marco, Cese di Preturo, Poggio Santa Maria, Casaline…)

10 mila

Lazio

San Demetrio

Valle Subequana

Comuni di San Demetrio ne’ Vestini, Fossa, Sant’Eusanio Forconese, Villa Sant’Angelo, Acciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi

5 mila

Toscana

Calabria

Barisciano

Piana di Navelli

Comuni di Poggio Picenze, San Pio delle Camere, Barisciano, Caporciano, Prata D'Ansidonia, Navelli, Collepietro

5 mila

Liguria

Sardegna

Altopiano

delle Rocche

Comuni di Ocre, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio

3 mila

Lombardia

Territorio extradiocesano

Costa abruzzese più altre località interne

Sfollati su alberghi e case private*

Abruzzo-Molise

 

Gli interventi di ricostruzione

Una delle attività intraprese da Caritas Italiana fin dalle prime settimane dopo il sisma è stata la verifica della necessità di strutture comunitarie da collocare in zone in cui risultino inagibili la maggior parte delle strutture aggregative e non ci siano già in atto realizzazioni della stessa tipologia (spazi comunitari, luoghi per attività liturgiche e sociali…). Allo stato attuale, Caritas Italiana ha già confermato la disponibilità a realizzare opere di ricostruzione, articolate in quattro diverse tipologie di strutture:

1. CENTRI DELLA COMUNITÀ

Si tratta di strutture socio-pastorali polifunzionali caratterizzati da ampi saloni multifunzionali da inserire in luoghi centrali, accessibili a tutti, i Centri di comunità rappresenteranno luoghi di unione e promozione delle attività sociali e pastorali al fine di ricreare un tessuto sociale ispirato a valori di solidarietà, condivisione e partecipazione.

2. EDILIZIA SOCIALE ABITATIVA per categorie deboli (anziani, disabili, famiglie monogenitoriali, giovani...)

Si tratta di strutture di massimo due piani, composte, in media, da cinque appartamenti e da spazi comuni multifunzionali che potranno essere utilizzati in maniera differente in base alle necessità delle comunità. Sono pensate laddove si riscontrano carenze di spazi abitativi per fasce deboli (ad esempio, gli anziani, le donne con figli a carico ecc.).

Inoltre questi spazi potrebbero essere funzionali – in un secondo periodo - anche per studenti universitari fuori sede, famiglie giovani ecc.

3. INTERVENTI DI EDILIZIA SCOLASTICA

Si tratta di interventi – prevalentemente scuole dell’infanzia e primarie – aventi carattere di sussidiarietà rispetto a quanto è chiamato a realizzare lo Stato, soprattutto per agevolare la ripresa delle attività a favore dei bambini e dei ragazzi già a partire dall’anno scolastico 2009-2010. In futuro, qualora lo Stato decida di realizzare ulteriori strutture scolastiche o ripristinare plessi esistenti, le opere realizzate potranno essere riconvertite a servizi per la collettività.

4. STRUTTURE PER SERVIZI SOCIALI E CARITATIVI

Saranno realizzate strutture per riattivare servizi per la comunità gestiti direttamente dalle comunità parrocchiali (centri di ascolto, oratori…), dalla Caritas diocesana (servizi di accoglienza, ascolto e orientamento; centro diurno per bambini…) o da partners specializzati (associazioni, Istituti religiosi…) rivolti a bisogni specifici come la disabilità, il disagio minorile….

Aggiornamento al 12 settembre 20091 CON LA GENTE - Report attività Caritas Italiana in Abruzzo SCHEDA 3

Tutti gli interventi infrastrutturali previsti saranno guidati da alcuni criteri di fondo:

PREFABBRICAZIONE E GARA DI APPALTO

Dopo aver scelto la prefabbricazione – in acciaio, legno o acciaio-legno – quale tipologia costruttiva più idonea ad una rapida risposta, Caritas Italiana ha indetto una gara di appalto privata a scala nazionale per selezionare le imprese costruttrici ed aggiudicare le opere, in base ad alcuni criteri: affidabilità dell’impresa (curriculum, certificazioni di qualità, certificazioni penali ed antimafia…), costo unitario, materiali adottati e tecnologie realizzative, eticità dell’impresa e/o dell’eventuale gruppo/multinazionale al quale essa fa riferimento.

TECNOLOGIE COSTRUTTIVE TRADIZIONALI

Superata la fase della risposta di urgenza, sarà anche considerata la possibilità di realizzare nuove strutture o interventi di consolidamento di opere pre-esistenti in tecnologia tradizionale, per la quale si procederà con modalità analoghe alla prefabbricazione.

COINVOLGIMENTO E VALORIZZAZIONE DELLE IMPRESE LOCALI

Per scelta di Caritas Italiana, le opere civili connesse alle prefabbricazioni (compresi gli sbancamenti, le fondazioni e le sistemazioni esterne) saranno affidate prioritariamente ad imprese locali con adeguate caratteristiche di affidabilità e di competenza. Anche in sede di gara di appalto per la prefabbricazione (ed in futuro per la tecnologia tradizionale) è stato chiesto alle ditte la valorizzazione ed il coinvolgimento dell’imprenditoria locale per le singole lavorazioni.

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Tutte le opere realizzate dovranno prevedere il massimo risparmio energetico favorendo, ove possibile, la produzione di energia alternativa (ad esempio attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici o solari termici); inoltre verrà privilegiato l’utilizzo di materiali eco-compatibili per i quali siano garantiti adeguati processi di produzione e smaltimento.

GESTIONE ORDINARIA DELLE STRUTTURE

Tutte le strutture realizzate diventeranno patrimonio delle comunità locali: i Centri di Comunità saranno donati alla Diocesi o direttamente alle parrocchie alle quali in ogni caso competerà – attraverso il Consiglio Pastorale parrocchiale – la promozione di attività religiose, culturali e sociali e la gestione ordinaria degli stessi; le strutture di edilizia sociale ed abitativa saranno donate alla Diocesi che le gestirà con il fattivo coinvolgimento delle comunità parrocchiali; infine, le scuole saranno donate alle Amministrazioni comunali, che da parte loro garantiranno la gestione ordinaria e la manutenzione delle stesse.

Aggiornamento al 12 settembre 20092 CON LA GENTE - Report attività Caritas Italiana in Abruzzo SCHEDA 3

Alla data del 1 settembre 2009, sono stati già definiti 12 interventi prioritari, alcuni già conclusi ed altri in via di realizzazione, con un investimento di oltre 11 milioni di euro:

  1. n. 4 strutture parrocchiali e/o diocesane per l’accoglienza e servizi-segno
  2. n. 3 Scuole, dell’infanzia e primaria
  3. n. 3 Centri di comunità
  4. n. 2 interventi di edilizia sociale ed abitativa

    A. STRUTTURE PER SERVIZI SOCIALI E CARITATIVI (Strutture già completate) N.

    Comune

    Località

    m2

    Tipologia

    COSTO

    A1

    L'Aquila

    Coppito

    188

    Centro Servizi Caritas diocesana

    € 240.000

    A2

    L'Aquila

    La Torretta

    161

    Spazio ludico-ricreativo per minori

    € 245.500

    A3

    Barisciano

    Barisciano

    51

    Centro Caritas zonale

    € 73.500

    A4

    L'Aquila

    Pettino

    51

    Sala studio studenti universitari

    € 19.000

    451

    € 578.000

 

 

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